(Foto di Paola Ponta)

Pilates a corpo libero o con le macchine?

Il Matwork, il lavoro a corpo libero, nasce come una sorta di “compito a casa“ che Joseph Pilates dava ai suoi allievi, come integrazione al lavoro svolto in studio mediante l’ausilio delle macchine. Il lavoro a corpo libero richiede una precisione ed un controllo della propria postura spesso maggiore di quello richiesto dalle macchine, le quali possono assistere e facilitare alcuni movimenti ed evitare compensazioni posturali. La presenza della forza di gravità rende molto spesso l’esecuzione degli esercizi del Matwork Pilates più faticosa.

Il lavoro sulle macchine ha un grande vantaggio: grazie al sofisticato sistema di molle che le compone, è possibile realizzare esercizi di assistenza o di resistenza su muscoli più profondi in quasi assenza di gravità. Il movimento viene indirizzato, le energie canalizzate, gli allineamenti dei segmenti corporei assistiti. I macchinari facilitano la comprensione iniziale degli esercizi e la connessione tra mente e muscoli, la coordinazione ed il controllo. Inoltre, dal momento che la resistenza dei macchinari ha un basso impatto sulle articolazioni, è ideale per chi deve dedicarsi alla terapia o riabilitazione.

Ritengo che i due lavori siano necessariamente complementari.

Si troverà grande beneficio nell’iniziale utilizzo del Reformer, che aiuterà a sviluppare la consapevolezza e la tonicità della muscolatura profonda (condizione necessaria per l’esecuzione di molti esercizi a corpo libero) e, in un successivo momento, potrà aggiungere sfide ulteriori e modellare in maniera ancora più efficace e specifica il corpo. Il Matwork è necessario, dal canto suo, per aumentare la percezione della postura e del proprio corpo nello spazio. Insegna a sentire quando un movimento è eseguito correttamente o meno. Sviluppa in modo completo ed equilibrato tutte le capacità motorie attraverso il movimento, l’espressione corporea più naturale e, aspetto non trascurabile,permette di avere un repertorio di esercizi da usare in autonomia.

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